Montagnana si trova a cavallo di tre provincie Padova, Verona e Vicenza ed è conosciuta per la storia della sua cinta muraria.

La storia della cinta muraria

Montagnana fu la prima fortificazione costruita attorno ad un nucleo urbano, necessaria per difendersi dalle invasioni barbariche. La fortificazione doveva essere costituita da terrapieni, fossi, barriere di rovi e palizzate.

Si sostiene che nel X secolo l’impegno della manutenzione delle mura fosse degli abitanti dei villaggi del castrum.

Nel 1242 Ezzelino III da Romano incendiò la città e vi costruì poi una cinta muraria ancora più grande con il Castello di San Zeno.

La cinta muraria che oggi è visibile ai visitatori risale però ad un periodo più tardo. Infatti la straordinaria fortificazione si deve all’intervento dei Carraresi, i quali alla metà del ‘300 decisero di rafforzare le difese contro gli Scaligeri.

La nuova cinta venne costruita così in mattoni e trachite dei Colli Euganei e racchiudeva ben 24 ettari, coronata da merli guelfi e 24 torri perimetrali. Tutt’attorno era stato scavato un grande fossato.

A quel tempo gli accessi al paese erano due, uno a Est, esattamente verso Padova, ed uno a Ovest, esattamente verso Verona.

Nel ‘500 venne aperto un altro varco, nella parte più settentrionale e venne chiamato “Porta Nova”.

Solo nell’800 venne poi aggiunta l’ultima porta, la “XX Settembre”.

Le mura ancor’oggi formano un irregolare poligono murario, lungo quasi 2 chilometri e con un’altezza che varia dai 6,5 agli 8 metri. Il camminamento di ronda è sostenuto da poderosi archivolti, che rafforzano lo spessore pari a 1 metro.

Molto probabilmente al tempo, tutto l’esterno doveva essere intonacato, infatti rimangono ampie tracce d’intonaco bianco.

Io personalmente mi sono innamorata della porta che guarda verso Legnago, chiamata Rocca degli Alberi, la quale si alza imponente e pittoresca e venne costruita dai Carraresi dal 1360 al 1362. La sua funzione era esclusivamente militare, infatti l’ingresso era costituito da un due torri, quattro porte a battenti, due saracinesche e quattro ponti levatoi a bilanciere.

Cosa aspettare a visitare il piccolo gioiello in provincia di Padova, parte del club de “I Borghi più delli d’Italia“.

Poi non potete non venire ad assaggiare il gustoso Prosciutto crudo di Montagnana, denominazione di Origine Protetta.

Montagnana è ideale per una gita fuori porta, dove si incontra sia la cultura artistica/architettonica con quella enograstronomica.

19 commenti
  1. Elena
    Elena dice:

    Quanto mi piacciono, sempre, fortini, torri, mura, nelle varie città che visito! Sarà il rosso dei mattoni, sarà il senso di potenza che ispirano… Ottimi scorci!

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  2. Patrizia
    Patrizia dice:

    Montagnana è veramente spettacolare, questa cinta muraria sembra uscita da un castello di una favola, è bellissima! Questo movimento torri-mura mi ricorda Carcassone e la più vicina Monteriggioni

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  3. Stefania
    Stefania dice:

    Molto bella questa fortificazione, quando si parla di castelli, rocche, mura sono sempre interessata a visitarli e conoscere meglio la loro storia. Proprio sabato ho partecipato a una passeggiata alla scoperta delle antiche mura di Monterosso, nelle Cinque Terre. Lì però ormai sono solo ruderi.

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  4. anna di
    anna di dice:

    Montagnana è uno dei paesi del padovano che più mi piacciono, assime e a Monselice. Grazie pe le informazioni sulla cinta muraria, non sapevo molte cose, e complimenti davvero per le foto, molto particolari!

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  5. Raffi
    Raffi dice:

    Adoro i borghi fortificati. In quella zona ce ne sono diversi e sono tutti splendidi. Un anno durante le vacanze di Pasqua ne ho girati almeno 6, ma questo proprio mi manca.

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  6. Esther
    Esther dice:

    Le mura antiche conservano quel fascino particolare che quando le visiti tenti di catapultarti nel passato per immedesimarti in qualche bel personaggio medioevale!

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